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Diario


31 marzo 2005

Papa, giustizia, semimorta, 2.000 morti, milione di quasi morti

L’ultimo Tg2 di 2005-03-30 ha dato questa priorità: la malattia del Papa,  la morta-viva che da 14 giorni ha mobiliato mezzo mondo, 2.000 morti del terremoto…

Nel mio giornalismo la priorità non va per i bolentini sanitari del Papa sino per il suo messaggio, (1). Immagino che anche lui da più importanza al suo messaggio che i suoi bolentini sanitari: ricordo quando era malato e ha detto che leggeva i giornali per vedere come stava.

Del suo messaggio ricordo la giustizia, (2). La giustizia può essere il più importante per un mondo migliore. Da questi giorni o sentito molti notizie di molti arrestati e immagino che la  GIUSTIZIA di CLEMENTINA FORLEO , dei “Magistrati lontani della realtà”,  

 

Anderano in libertà senza che i mezzi d’informazione italiani si ricordano prima d’altri crimini. La vecchia giustizia preferisce occuparsi del passato di Berlusconi e dei suoi amici mentre da libertà a terroristi e gran criminale attuale. Un boss mafioso che mi sembra mille volte più scandaloso e pericoloso per la situazione attuale, dopo occupare 500 poliziotti e polizia internazionale per la sua cattura viene mezzo in libertà dal Tribunale della Libertà.

Continua a fare notizia con grandi plani dei 50 manifestanti per Salvare la morta-viva come se questo fosse più importanti dei milioni di morti di fame che se potevano salvare con meno impegno.

MADRE TERESA DE CALCUTÁ, PAPA WOJTYLA, CHE GUEVARA, … MADARONA, Quattro eroi per due Italie

 

Articoli di Enzo Bianchi: Il papa e la guerra: non nel Nome di Dio, La Stampa, 28 marzo 2003 Giovanni Paolo II … confermando e approfondendo il suo insegnamento sulla pace, … l’affermazione, inedita e vigorosa, che la pace è frutto non solo della giustizia, ma anche del perdono… la pace è opera, conseguenza della giustizia (“opus iustitiae pax” diceva il profeta Isaia) e specifica che la giustizia, per essere tale e suscitare la pace deve contenere in sé anche la dimensione del perdono: non può quindi essere pensata in termini antitetici al perdono ma, al contrario, quest’ultimo è immanente al principio della giustizia autentica. … “politica del perdono espresso in atteggiamenti sociali e istituti giuridici” in cui la giustizia è esercitata e riproposta: “Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono!” è l’affermazione espressa con forza dal papa nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace del 2002… diritto internazionale da parte di chi ha dichiarato questa guerra – è quello lanciato nella stessa occasione per il 1° gennaio di quest’anno, rievocando i quarant’anni dell’enciclica Pacem in terris di papa Giovanni: la convinzione della necessità di una “nuova organizzazione dell’intera famiglia umana per assicurare la pace e l’armonia tra i popoli”. Il papa è estremamente esplicito: non si tratta di un “super-stato globale” – e tantomeno di un “nuovo ordine mondiale”, concetto del tutto estraneo al diritto internazionale, come ha fatto notare la diplomazia vaticana – ma una forma di organizzazione mondiale capace di rappresentare i diritti di tutti i popoli ed essere così strumento di pacificazione e di giustizia nel mondo. Questo continuo ricordare e invocare un’autorità internazionale nasce dalla consapevolezza, acquisita dalla chiesa in virtù dell’esperienza storica, che una potenza unica nel mondo, un’unica super-potenza è tentata di totalitarismo: non può essere diversamente, e la chiesa lo sa!... la chiesa oggi misura la propria fedeltà al suo Signore e compie nel contempo il suo servizio di evangelizzazione soprattutto attraverso “il vangelo della pace”, cioè l’annuncio della pace tra le nazioni e tra gli uomini, mostrando ai non cristiani il proprio rifiuto verso ogni forma di intolleranza religiosa e qualsiasi scontro tra culture e religioni: nessun spirito di crociata è più possibile, né alcuna demonizzazione dell’islam, unica religione abitata, al pari del cristianesimo, da un anelito universalistico e missionario… La mia generazione ricorda bene come, nell’ora della guerra in Vietnam, all’interno della chiesa fossero solo i giovani universitari cattolici a chiedere pace, andando incontro in diversi casi a censure e richiami da parte delle autorità ecclesiastiche locali. Oggi sono sovente proprio i vescovi a organizzare veglie, fiaccolate, digiuni e preghiere per la pace!... questa testimonianza cristiana contro la guerra – che inoltre assume per la prima volta connotazioni marcatamente ecumeniche, con iniziative e appelli comuni o convergenti da parte delle diverse confessioni cristiane – quanti avevano ritenuto che la chiesa si fosse ormai rappacificata con il potere del libero mercato e omologata all’ideologia occidentale si sentono frustrati e delusi. Ogni giorno intervengono nei mass media o per criticare il papa, nel quale vedrebbero prevalere la dimensione di opinion leader del pacifismo rispetto a quella pastorale e spirituale del suo ministero, o per fornire distinguo e interpretazioni riduttive al suo magistero: il papa non è pacifista, il papa contrasta ma non condanna questa guerra contro l’Iraq, il papa si distanzia dal pacifismo di vasti settori del mondo cattolico… Salvo essere puntualmente smentiti da ulteriori interventi del papa. Si cerca insomma di attutire la portata dei messaggi del papa, disquisendo su sfumature di linguaggio e vivisezionando espressioni e toni usati, invece di riconoscere la trasparenza e la coerenza di una ammonizione veramente profetica. Non si dovrebbe dimenticare che già in occasione della guerra del Golfo nel 1991 era avvenuto qualcosa di analogo, anche se allora la voce del papa aveva avuto minore accoglienza e coralità da parte degli stessi ambienti cattolici. Non c’è alcuna ideologia di fondamentalismo pacifista nella posizione del papa, perché la chiesa non esclude in modo assoluto il ricorso alla forza, ma c’è un chiaro e forte “mai” pronunciato nei confronti della guerra, come del terrorismo e di ogni forma di violenza, quando viene intrapresa senza la giusta causa della difesa da un’aggressione e senza aver prima esperito tutte le vie di dialogo, di confronto, di risoluzione dei problemi con mezzi non bellici. Andrebbe anche sottolineato che, quando si invocano tutti gli strumenti alternativi alla guerra, si fa appello implicito a escogitarne sempre di nuovi, a sperimentarne di inediti: l’innovazione, la fantasia e l’abilità tecnica non devono essere patrimonio esclusivo dei costruttori di armamenti e degli strateghi militari. Proprio per la trasparenza della sua posizione, il papa nei giorni scorsi ha potuto affermare in un discorso ai cappellani militari che “il vasto movimento contemporaneo a favore della pace traduce la convinzione di ogni continente e ogni cultura che la guerra come risoluzione delle contese tra stati va ripudiata”… questa martellante insistenza del papa a favore della pace ha trovato enorme ricezione anche nel mondo musulmano che ha capito come questa guerra sia una guerra anglo-americana e non cristiana, come invece Bin Laden e altri si erano immaginati e forse anche augurati: autorità musulmane di ogni paese hanno espresso apprezzamento e gratitudine per le parole di Giovanni Paolo II e per gli sforzi operati dalla Santa Sede. E’ significativo che l’autorevole imam Sayed Tantouni di El Azhar al Cairo abbia dichiarato il proprio rifiuto a considerare questa guerra come una guerra contro l’islam, abbia messo in evidenza come essa provochi sofferenze a cristiani e mussulmani e abbia ringraziato il papa per il suo coraggio. E’ un atteggiamento – quello del papa, condiviso dalle massime autorità delle diverse chiese cristiane, d’oriente e d’occidente – che ha tolto ogni credibilità alla ostentata fede cristiana di George W. Bush, un uomo che fa sapere di iniziare ogni riunione politica con la preghiera, che invoca Dio contro il Male impersonato oggi da Saddam, che recita quotidianamente i salmi invocando l’aiuto di Dio per la propria azione militare, in una logica che speravamo di non dover più rivedere dopo il Gott mit uns nazista… cristianesimo come “religione civile” del nuovo impero. Tuttavia il vescovo Melvin Talbert, appartenente alla stessa chiesa di Bush, lo ha sconfessato ribadendo che egli “non segue né il vangelo né l’insegnamento della chiesa di cui è membro, ma un’ideologia che non appartiene al cristianesimo”. Di fronte alle affermazioni di Bush, tristemente parallele a quelle di Saddam nel definire questa guerra come combattuta nel Nome di Dio, come uno scontro tra il Bene e il Male, il cardinal Ratzinger ha reagito definendole “bestemmie”, il papa ha  ricordato che “il bene è la pace, il male è la guerra” e una nota del portavoce vaticano ha evocato il momento supremo e ultimo, ammonendo che chi “decide questa guerra se ne assume la responsabilità davanti a Dio, alla propria coscienza e alla storia”. Sì, per la chiesa che disarmata cerca di fermare la follia delle armi l’ultimo monito è quello che fa appello al giudizio di Dio, ... ha ricordato mons. Jean-Louis Tauran, avendo rinunciato a “far prevalere la forza del diritto sul diritto della forza, … questa guerra genererà tutti gli estremismi possibili, anche quello islamico, … provocherà terrorismo e infliggerà una grande ferita al dialogo tra cristianesimo e islam”.

 www-1.monasterodibose.it/bianchi-work/s20030328.html

(2)
Giustizia in TV: pista Bulgara dell’attentato al Papa, verità e poteri condizionanti, 2005-02-24

“Tribunale della Libertà” o stupidaggine? Mafia, criminalità, giornalismo, opinione pubblica  

Parini, buonismo, giornalismo e giustizia o stupidaggine?

 Ladri, giornalismo e giustizia o stupidaggine?

Giustizia, giornalismo, opinione pubblica, mafie, criminalità e bugie o stupidaggine?

 

Giustizia: intelligenza, stupidità, civiltà, inciviltà, assurdità o incredibile?

 

Giustizia, giornalismo e opinione pubblica

Offende il giudice e paga chi non ha culpa. Giustizia o stupidaggine?

Morti di prima pagina, giornalismo e stupidaggine della vecchia giustizia

Il morto, morti de serie a,b,c…z, giustizia, politica, giornalismo e sensibilità mafiosa:

Mais, petrolio, energia e fame

Giustizia o stupidaggine? Lettera aperta per Berlusconi e suo governo. Suggerimenti non domandati per vincere le prossime elezioni.

Tv, Forum, giustizia popolare ed etica globale  




permalink | inviato da il 31/3/2005 alle 9:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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