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Diario


4 marzo 2005

Tribunal di Roma e giustizia o stupidaggine?

Uno dei casi che mi sembrano più scandalosi degli ultimi tempi, non ha un colpevole perante l’opinione pubblica, solo ho visto una piccola notizia interna di Repubblica, (vedere: Giornalismo, giustizia, criminalità e bugie o stupidaggine?  ) e poco in Internet.

Lavoro di oltre 500 uomini della Polizia di Stato, due mesi d’indagine internazionale, un viaggio del vice capo della mobile, Bruno Failla a Copenhagen, intervento dei reparti speciali per arrestare Emidio Salomone, considerato uno dei boss di una gang che aveva istaurato il regno del terrore. Ma il Tribunale di Roma aveva annullato l’ordine di custodia cautelare. Opera di giudici come Corrado Carnevale , CLEMENTINA FORLEO?

Il sindaco di Sulmona, Camillo Valentini, dopo 48 ore di cella con l'arresto per concussione e calunnia, se uccide (1),  Perché l'arresto per concussione e calunnia di un sindaco e non di Emidio Salomon?

Francesco Gangemi scrive: “Nel articolo “Il segreto di Ilaria” (“Lespresso”n.2) leggo che il mio cugino omonimo Francesco Gangemi è stato condannaa 10 anni di reclusione per camorra. Tengo ad aggiungere che, dopo tre anni e mezzo di detenzione, è stato assolto con formula ampia della Cassazione”. Mi sono venuti mille dubbi: con tanti camorristi dei quali sembra non esserci dubbio a giudicare delle notizie la giustizia va proprio a condannare gli innocenti? Sbagliano i giornali o la giustizia? O siamo di nuovo con altro giudici come Corrado Carnevale o  ? Cercando con www.google.it i miei dubbi sono aumentati: chi ofende un il sindaco di Sulmona viene arrestato per concussione e calunnia, e di questi due Francesco Gangemi se scrivano cose cosi contraddittorie? (2)

Pires Portugal, (Chi sono… )

>>>  Per saperne di più

“Tribunale della Libertà” o stupidaggine? Mafia, criminalità, giornalismo, opinione pubblica …
Giustizia: scandalo de lo scandalo che non fa più scandalo

Giornalismo, giustizia, criminalità e bugie o stupidaggine?

Il sito ufficiale della Polizia di Stato - News: Banda Magliana, Arrestato latitante in Danimarca

Con l’arresto di Emidio Salomone si è conclusa definitivamente l'operazione Anco Marzio che, il 4 novembre scorso, permise di sgominare un'organizzazione di tipo mafioso di Ostia legata alla banda della Magliana. L’uomo è stato catturato in Danimarca dove aveva trovato rifugio nell'abitazione di un italiano finito in manette con l'accusa di favoreggiamento insieme alla sua convivente. Dopo il 4 novembre gli agenti della squadra mobile romana avevano avviato le indagini per catturare Salomone con un'attività di sorveglianza elettronica e intercettazioni telefoniche nei confronti di persone a lui vicine. Il suo arresto è stato reso possibile grazie alla collaborazione del servizio di cooperazione internazionale di polizia e dell'Interpol che hanno permesso di individuarlo in Danimarca. 26/01/2005

Mafia04/11/2004 Operazione “Anco Marzio”: blitz sul litorale romano

Il litorale romano battuto palmo a palmo da oltre 500 uomini della Polizia di Stato. Il risultato: 18 persone arrestate, tra cui due elementi considerati i "capi", oltre 100 perquisizioni e alcuni sequestri tra stabilimenti balneari, circoli sportivi e auto di lusso. L’operazione denominata “Anco Marzio”, in onore del quarto re di Roma che fondò il porto di Ostia , ha coinvolto la Squadra mobile della questura romana, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda), ha individuato un’organizzazione costituita e diretta da ex appartenenti alla banda della Magliana che agivano sulle coste laziali. Nei confronti dei malviventi è stato contestato il reato di associazione di stampo mafioso, oltre a crimini che vanno dall’omicidio all’estorsione, dall’usura al gioco d’azzardo, fino al traffico di stupefacenti. I metodi comprendevano l’uso di armi, di esplosivi e di congegni con innesti a distanza, senza trascurare violenze, intimidazioni e traffici illeciti, con caratteristiche riconducibili all’associazione di stampo mafioso. L’indagine della Squadra mobile, coordinata dal procuratore aggiunto Italo Ormanni, ha accertato che l’organizzazione criminale aveva raggiunto una capacità finanziaria notevole, anche se il cuore del business, ha spiegato il pubblico ministero della Dda Adriano Iasillo, era il noleggio dei videopoker: “i gestori dei locali potevano tenere per sé solo il 50% degli incassi”. La soddisfazione di magistrati e investigatori è riassunta nelle parole del dirigente della Squadra mobile romana, Alberto Intini, che ha sottolineato la consapevolezza di “aver scardinato nei suoi vertici un’organizzazione ben radicata nel territorio, avente legami con la mafia e la camorra, che negli ultimi anni era riuscita ad assumere la gestione di tutta una serie di attività economiche particolarmente redditizie”.

http://redazione.romaone.it/4Daction/Web_RubricaNuova?ID=59943&doc=si  : Mafia, a Ostia resuscita la banda della Magliana Maxi operazione di polizia contro ex membri dell'organizzazione criminale. Tra gli arrestati Roberto Pergola. Con clan campani e siciliani, i luogotenenti dei vecchi capi "gestivano" omicidi, estorsioni e appalti su impulso del boss latitante Bernardo Provenzano. Sette arresti, sequestrati chioschi, armi e auto di lusso. Roma, 4 novembre 2004 - Duro colpo alla criminalità organizzata sul litorale romano. All'alba 500 uomini della Questura hanno compiuto una maxioperazione antimafia per sgominare un nucleo costituito e diretto da ex membri della banda della Magliana. Le ordinanze di custodia cautelare finora eseguite sono state 18. … La polizia ha sequestrato armi, denaro in contante e gioielli, 74 chili di hashish, 2 auto oltre ad una fiammante Ferrari. Sequestrate in un appartamento di Ostia anche 10 pistole, una calibro 9, revolver a tamburo e con silenziatore, oltre ad esplosivi con timer… La complessa indagine della squadra mobile di Roma, coordinata dal procuratore aggiunto, Italo Ormanni, ha permesso di far luce su una lunga serie di episodi. L'organizzazione aveva raggiunto negli ultimi anni una capacità finanziaria molto elevata, gestendo anche attività imprenditoriali. Non a caso nel corso dell'operazione sarebbero finiti sotto sequestro stabilimenti balneari, circoli sportivi ed auto di grossa cilindrata… I provvedimenti fanno riferimento a numerose estorsioni effettuate fra il 2001 e il 2002 e sono stati emessi dal gip Gioacchino Scaduto, e vengono eseguiti dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Palermo che hanno svolto le indagini.
L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Lari e dai pm della Dda Michele Prestipino e Lia Sava.

Results

(1)     E-zap, (eletronic-zapping) su il sindaco suicida dopo l’arresto concussione e calunnia:

 Palmiero Susi - Candidato alla Carica di Sindaco di Sulmona:

… il sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, dopo 48 ore di cella nel carcere di Sulmona si sia dato la morte da solo … Tuttavia gli inquirenti restano alla ricerca di responsabilità che abbiano consentito o agevolato il gesto estremo del sindaco, due giorni dopo l'arresto per concussione e calunnia… Sul comportamento del personale penitenziario di Sulmona è stata avviata anche un'inchiesta interna da parte del Ministero di Giustizia. Di responsabilità «morali» sul suicidio di Valentini… Oltre ai legali Giovanni Margiotta e Michele Lioi, è annunciata la presenza del senatore Ferdinando Imposimato, del presidente del Codacons Carlo Rienzi, dei docenti Paolo dell'Anno e Bruno Leuzzi. I parenti di Valentini, ha annunciato Margiotta, vogliono precisare che i fatti contestati nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del sindaco suicida «nulla hanno a che fare con tangenti, mazzette e appalti».

 

www.palmierosusi.it :Che il sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, dopo 48 ore di cella nel carcere di Sulmona si sia dato la morte da solo, soffocandosi con una busta di plastica legata intorno al collo con le stringhe delle sue scarpe da tennis, ormai non ci sono più dubbi…

Il fascicolo aperto dalla Procura di Sulmona, e di cui da ieri è titolare una nuova pm, Simonetta Ciccarelli, ... Sostenendo la necessità di «chiarire elementi importanti», ma sgombrando il campo da ipotesi diverse che non siano quelle del suicidio, la famiglia di Valentini, tramite l'avvocato Giovanni Margiotta, ha voluto presente all'autopsia un proprio perito di parte, Giorgio Bolino... Sarà inoltrata oggi la richiesta al Csm di aprire una pratica per valutare «comportamenti e condotte» del pm e del gip che hanno, rispettivamente, richiesto e convalidato l'arresto di Camillo Valentini, il sindaco di Roccaraso suicidatosi nel carcere di Sulmona. Lo rende noto uno dei firmatari di questa iniziativa ‘bipartisan’, Nicola Buccico, consigliere laico della Casa delle Libertà a Palazzo dei Marescialli. Insieme a lui — che materialmente sta scrivendo l'istanza — si sono mossi i consiglieri Nino Marotta e Giorgio Spangher (entrambe della Cdl), e Gianfranco Schietroma, consigliere del centrosinistra.

Codacons:
C'è l'ipotesi di istigazione al suicidio
L'autopsia conferma la morte per soffocamento dell'ex sindaco di Roccaraso. Non riscontrata alcuna ecchimosi…

 

…Sempre questa mattina un altro importante appuntamento riguarderà la maxi inchiesta sulla gestione delle opere pubbliche del Comune di Roccaraso, nell'ambito della quale era stato ordinato l'arresto del sindaco. Il sostituto procuratore generale dell'Aquila, Romolo Como, ha convocato per le 11 negli uffici della procura di Sulmona un summit tra le forze di polizia e i magistrati che si sono occupati delle varie fasi delle indagini. Degli «atti urgenti» dell'inchiesta da ieri si occupa la nuova pm arrivata a Sulmona che sostituisce Salvatore Campochiaro, da ieri in ferie, e che a sua volta sostituiva l'originaria titolare dell'inchiesta, la pm. Maria Teresa Leacchè che il 17 luglio aveva firmato la richiesta di arresto per Valentini e dal 20 luglio è negli Stati Uniti per un periodo di aspettativa di un anno. I tragici sviluppi delle vicende di Roccaraso, intanto, hanno ulteriormente avvelenato il clima della cittadina montana. Da ieri in paese fioccano le telefonate anonime, dirette a coloro che negli ultimi mesi hanno sollecitato le iniziative giudiziarie contro l'amministrazione: «Assassini», oppure «siete voi che lo avete ammazzato».


(2) E-zap, (eletronic-zapping) su Francesco Gangemi:

'ndrangheta "un ' incredibile vicenda" : Italy imc: Francesco Gangemi (giornalista pubblicista e direttore del Dibattito, che ora i magistrati definiscono l'organo più o meno ufficiale della 'ndrangheta) … In una delle conversazioni intercettate, Francesco Gangemi, direttore del periodico ''Il Dibattito'', si rivolge in questi termini all' ex deputato del Psdi Paolo Romeo, avvocato nonche' presunto capo del comitato politico-affaristico che avrebbe ordito la presunta trama contro i magistrati: ''Tu mi devi dare le cose di Boemi perche' io ora incomincio con lui, lo ammazzo!''… Francesco Gangemi. E' il direttore del "Dibattito", è stato sindaco Dc di Reggio per sole tre settimane dopo l'arresto di Licandro (luglio '92). Suo cugino, che porta il suo stesso nome e cognome ma è più vecchio di lui, è stato condannato a 10 anni di reclusione perché già luogotenente negli anni '80 della Nco di Raffaele Cutolo presso la cosca dei De Stefano.
Il periodico ha grande diffusione nelle carceri e sostiene la campagna di stampa che vuole coinvolgere i pm Enzo Macrì e Francesco Mullace nel processo che si celebra a Messina sul conto di Lembo e Alfano e sulle connivenze tra Cosa Nostra e la magistratura messinese. Prende ordini, come documentano le intercettazioni telefoniche e ambientali, da Paolo Romeo. "Dobbiamo distruggere questi magistrati", gli dice nel gennaio 2003. Sono gli stessi giorni in cui lui "pianifica un attacco contro Vigna" forte di quegli che gli vengono annunciati come "documenti esplosivi" sul procuratore nazionale antimafia.


In una delle conversazioni intercettate, Francesco Gangemi, direttore del periodico ''Il Dibattito'', si rivolge in questi termini all' ex deputato del Psdi Paolo Romeo, avvocato nonche' presunto capo del comitato politico-affaristico che avrebbe ordito la presunta trama contro i magistrati: ''Tu mi devi dare le cose di Boemi perche' io ora incomincio con lui, lo ammazzo!''.


" Personaggio di congiunzione tra
l’Anello e il boss della Camorra è Francesco Gangemi(omonimo e cugino di F. Gangemi direttore del "dibattito"), esponente di primo piano della Dc calabrese, avvocato di Raffaele Cutolo, ma anche grande amico di Adalberto Titta. Fu proprio Gangemi – affermano alcuni testimoni dell’inchiesta – a presentare Cutolo a Titta per permettergli di intervenire nell’affare Cirillo.

 "Io da grande voglio fare il mafioso, voglio uccidere tutti i giudici e, se capita, pure qualche carabiniere e poliziotto perché ci stanno antipatici ed è un lavoro che rende, perché più uccidi e più soldi fai e più rompiscatole togli dai piedi. In questo lavoro non c'è mai disoccupazione, c'è sempre lavoro, se ci sai fare, se stai zitto e se hai fortuna". (26.07.2000 Relazione sullo stato della lotta alla criminalità organizzata in Calabria-Il presidente del Centro comunitario Agape, Mario Nasone, e vicepresidente nazionale del MOVI, ha riferito le parole di un ragazzo di appena dodici anni).

In
un  intervista  il Sost. Procuratore Antimafia Roberto PENNISI  dichiarera' che "la 'ndrangheta non ha rapporti con la politica e non ha rapporti con l'economia ma è politica ed economia essa stessa."
Nel settembre 2000( sulla Stampa)-il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Salvatore Boemi  dira' :
""In realtà la grande criminalità calabrese e siciliana, si presenta come entità economica, molto attenta alle dinamiche del mercato. Gli appalti pubblici restano all’apice dell’interesse mafioso, così si controlla il mercato del lavoro così si diventa riferimento naturale di larghi strati sociali di disoccupati, soprattutto dei giovani. "
( “’Ndrangheta e Cosa Nostra stanno sempre con il potere, e in modo subdolo. Mi spiego: esprimono grandi capacità di utilizzare al meglio le potenzialità del momento. Hanno colluso con la monarchia, con la repubblica, con il centrodestra e anche con il centrosinistra. Non hanno ideologia, scelgono uomini “compiacenti”.)

Negli ultimi anni l'economia della Calabria è stata fortemente segnata dalla contrazione della spesa pubblica e dalla diminuzione dei grandi appalti in conseguenza della conclusione del lungo ciclo economico caratterizzato dalla Cassa per il Mezzogiorno e dall'intervento straordinario dello Stato. Questo segno non risulta sia stato rovesciato o compensato dagli interventi resi possibili dal cosiddetto "decreto Reggio" e dalla realizzazione del porto di
Gioia Tauro.(...)

(26.07.2000
Relazione sullo stato della lotta alla criminalità organizzata in Calabria
Relatore Sen. FIGURELLI

(..) della capacità delle cosche di appropriarsi, in modo diretto o indiretto, delle risorse provenienti dagli appalti pubblici, consentendo alla criminalità la disponibilità di denaro "lecito" da reinvestire in attività illecite o, viceversa, costituendo il canale per riciclare danaro proveniente da attività criminale. In una realtà caratterizzata dalla mancanza di espansione dell'iniziativa imprenditoriale privata e da una forte e cronica disoccupazione, di fatto, si realizza un vero e proprio controllo del mercato del lavoro, con tutto ciò che ne deriva in termini di indirizzo, scelta di mano d'opera e, soprattutto, di riconoscimento "sociale" di unica organizzazione in grado di distribuire lavoro e alla quale sono costretti a rivolgersi anche soggetti che mai si sarebbero sognati di venire in contatto con tali organizzazioni e di riconoscerne tale ruolo e "prestigio".
(
Relazione del Procuratore Generale  della Corte d'appello di Reggio CalabriaGIUSEPPE CHIARAVALLOTI
PER L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO 11 gennaio 1999)

ANTIMAFIA Duemila: Finiscono in carcere l’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, per il quale sarebbero emersi stretti collegamenti con la cosca Rosmini; l’avvocato Ugo Colonna, legale di numerosi collaboratori di giustizia; Francesco Gangemi classe ‘34, direttore del mensile “Il Dibattito” e già sindaco della città nel 1992; Francesco Gangemi classe ’30, avvocato, cugino omonimo del giornalista; Riccardo Partinico, insegnante e redattore del periodico e Paolo Romeo, ex parlamentare del Psdi, elemento di spicco della ‘Ndrangheta locale, molto vicino al boss Orazio De Stefano.
Tra i 34 avvisi di garanzia spicca invece il nome del sottosegretario di Stato alla giustizia Giuseppe Valentino (An) mentre nelle polemiche viene coinvolta anche la vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, onorevole Angela Napoli (An).
L’accusa, per tutti, è quella di aver giocato un proprio ruolo all’interno di una sorta di comitato politico-affaristico-mafioso attivato al fine di ottenere pronunce giudiziarie favorevoli, allontanamento di magistrati sgraditi, trasferimenti di personale appartenente alla pubblica amministrazione. E ancora spostamenti di detenuti, posti di lavoro, controllo di attività economiche, di appalti e servizi pubblici, nonché dell’attività politica.
Per raggiungere tali scopi il “comitato”, a detta degli inquirenti, avrebbe turbato e in molti casi impedito la “pericolosa” attività di magistrati operanti nel distretto di Reggio Calabria attraverso vere e proprie campagne di aggressione mediatica, affidate soprattutto alle pagine del mensile “Il Dibattito” (diffuso anche nelle carceri tra gli associati). Il quale non solo avrebbe riportato notizie calunniose, allusive e violente, ma avrebbe dimostrato di essere in possesso di dati e documenti riservati e ricoperti da segreto investigativo.
Ilaria Alpi e il traffico di rifiuti e armi (gennaio 2005) : Basta tornare al settembre del 1999 per scovare un altro incredibile episodio che lega il traffico di rifiuti radioattivi alla morte della giornalista del Tg3. Al centro della scena questa volta è Francesco Gangemi, sindaco di Reggio Calabria per tre sole settimane nel 1992 e cugino dell' omonimo Francesco, condannato a 10 anni per camorra. Ma soprattutto direttore del mensile calabrese "Il dibattito", foglio a dir poco aggressivo con pirotecnici attacchi a politici e magistrati. A sua firma, sei anni fa, parte un' inchiesta dal titolo: "Chi ha ucciso Ilaria Alpi?". Più puntate precedute da una singolare introduzione: «Fin dai primi passi di questa mia lunga strada, che immagino irta di ostacoli e contraccolpi», scrive Gangemi, «voglio informare i nostri lettori e le autorità che eventuali rappresaglie che dovessi subire non sarebbero certo riconducibili alla 'ndrangheta o ad altre organizzazioni criminali, ma ai servizi segreti deviati e assoggettati a taluni magistrati inadempienti ai loro doveri d' ufficio e al governo, che rimane il fulcro delle operazioni sporche che stanno inginocchiando l'u manità intera a fronte di vantaggi di varia natura».

 

Corriere della Sera - Mafia e politica, sei arresti a Reggio ...:  Fini: «Sono brave persone»

Mafia e politica, sei arresti a Reggio Calabria

Le ordinanze di custodia cautelare anche per l'ex parlamentare di Forza Italia Matacena e l'ex deputato del Psdi Romeo

REGGIO CALABRIA - La polizia su mandato della procura di Catanzaro ha arrestato martedì sei persone, tra le quali due ex parlamentari e un giornalista, nell'ambito di un'inchiesta su presunte pressioni e condizionamenti su alcuni magistrati dell'antimafia di Reggio Calabria per condizionare alcune inchieste. I sei arrestati sono l'ex deputato del Psdi Paolo Romeo e l'ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, il giornalista Francesco Gangemi, l'avvocato Francesco Gangemi, l'avvocato Ugo Colonna di Messina, e l'insegnante Riccardo Partinico. A tutti viene contestato il reato di violenza o minaccia a un corpo giudiziario (articolo 338 del codice penale) e, a eccezione di Colonna e Partinico, anche quello di concorso in associazione mafiosa. L'inchiesta ha portato anche al sequestro del periodico "Il Dibattito".




permalink | inviato da il 4/3/2005 alle 10:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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