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Diario


30 gennaio 2005

Giornalismo, giustizia, politica

Dei 3 anni di studio di giornalismo, la cosa più importante che ricordo e che me sembra peggiore usata dei professionisti è la priorità al più importante. Una cosa che può sembrare banale è in realtà quello che io considero più importante e più difficile non solo nel giornalismo ma anche nella giustizia e nella politica. Più che una scienza può essere un’arte.

Per me la notizia più importante del 2004 la ho trovato in prima pagina di un giornale distribuito gratuitamente nel metro di Milano. Non so quale giornale, non so chi era l’autore pero per me l’importante era vedere uno studio scientifico arrivare alla stessa conclusione de quello che io aveva intuito in 20 anni di visite in Italia: “Il Sud poteva essere ricco come il Nord se non fosse la mafia e criminalità”.

I politici locali di sinistra attribuiscano le colpe al governo di destra che non da appoggio allo sviluppo. I politici del governo di destra accusano i governi passati di sinistra che hanno dato soldi per il Sud e finito nella mafia, (=mafie e criminalità). Secondo qualcuno, un euro in più nel Sud è costato €6 d’investimento dello stato. (Fonte: La7, 2005-01-27 ?). Vuole dire che de 6 euro dello Stato allo sviluppo del Sud 5 va alla mafia e uno allo sviluppo?

Un giornalismo che investigava questo e tornasse pubblico i politici responsabili poteva aiutare a votare i più onesti ed efficienti nell’uso dei soldi pubblici. Imagino che premi a giornalisti indipendente che facessero un lavoro imparziale meriterebbero più premi che soldi per propaganda politica.

Lo Stato ha finanziato investimenti al Sud che sono falliti perché dove se deve pagare imposti per lo stato e per la criminalità non può avere efficienza e concorrenza. Combattere la criminalità, mafie e corruzione potevano essere non solo un investimento economico per il Sud ma anche una rivoluzione morale di grand’utilità per la popolazione e per lo Stato: se il sistema giudiziario avesse l’intelligenza della  regina dei Rom  sequestrava i beni della mafia, applicava molte a chi collaboravano o non denunziava la criminalità e la giustizia se poteva finanziare da sola. Ma la giustizia in 15 anni non sequestra i beni del mafioso  Badalamenti  pero fa pagare alla Rai, vuole dire i più onesti contribuenti, più di un milione d’euro a Santoro per dei programmi che non ha trasmesso, per dei lavori che forse era migliore se non fossero fatti.

Molte volte ho sentito voglia de accusare i giornalisti come co-responsabili di questa cultura: Solo nel final di una pagina interna ho visto quello che me sembra un scandalo di prima pagina: Giustizia, giornalismo, opinione pubblica, mafie, criminalità e bugie o stupidaggine?. Pero il Corriere della Sera” de 2004-12-24 pubblica in prima pagina il titolo: “Gip e pm sotto accusa … 240 giorni di custodia in più … scarcerazioni dimenticate …indagine disciplinare su 20 magistrati …” Adesso sono i magistrati i mostri di prima pagina per un errore con un indagato d’estorsione  che rimane tropo tempo agli arresti domiciliari, anche se dopo viene condannato a 2 anni. Immagino che continuerà a fare estorsione agli arresti domiciliari e continuerà dopo uscire della galera, come la maggioranza…

Ho pensato di scrivere al Direttore per dire che l’eroi di prima pagina stimolano comportamenti… Pero forse il direttore lo sa meglio di me e il “Corriere della Sera” non è un giornale di parrocchia che pretende educare e convertire Italia ma vendere. In una civiltà mafiosa vende più il giornale che trasforma in mostro di prima pagina il magistrato che da più giorni di prigione domiciliarla al mafioso dell’estorsione per farlo condannare alla ridicola pena de due anni di galera. Considero stupida e ingiusta la vecchia giustizia tradizionale che condanna a dieci anni di galera il commerciante che se difende del ladro ammassandolo e solo a due anni un mafioso che fa estorsione.

Al collocare in prima pagina come mostro il magistrato che per errore o infrangendo volontariamente le stupide leggi della tradizionale cultura mafiosa premete di condannare uno che fa estorsione sta dicendo i magistrati che è più importante essere stupido nel compire le leggi  che fare una migliore di giustizia, che l’opinione pubblica sta attenta soprattutto quando infrangendo le vecchi leggi della vecchia cultura mafiosa se fa migliore giustizia contro mafiosi e criminali. 

Se fosse direttore del “Corriere della Sera” metteva in prima pagina titoli come questi:

SENZA MAFIA E CRIMINALITA IL SUD SAREBE RICCO COME IL NORD …

NELLE REGIONI DOVE LA MAFIA CONTROLA I RIFIUTI COSTANO Più DEL DOPIO LA RACOLTA E SONO FATI PEGGIO …

I COMUNI CONTROLATI DELLA MAFIA HANNO IL DOPPIU DEI DIPENDENTI E FANNO PEGIORE SERVIZI…

PER INTERFERENZE DELLA MAFIA CERTI PRODUTI ARRIVANO AL CONSUMITORI CON PIU IL 40% …

L’ASSICURAZIONE NELLE REGIONI PIU MAFIOSE E CRIMINALI COSTANO IL DOPIO PERCHE I PIU ONESTI DEVANO PAGARE PER LE TRUFE DEI MENO ONESTI …

Però con questi titoli in prima pagina il “Corriere” non sarebbe in giornale più venduto in una cultura mafiosa. La gente legge quello che le fa piacere. Una civiltà mafiosa legge volentieri il giornale che fa del magistrato anti-mafioso un mostro perché infrangendo la legge ha contributo a fare migliore giustizia contro il mafioso che fa estorsione.

Queste idee le ho già scritto molte volte, (… omaggio al volontariato, lettere aperte per Ciampi, Berlusconi, Prodi, … ), però me sembrano cosi importante che è meglio dirle di nuovo. Mentre la mafia ammassava un giudice l’anno per dire agli altri che se facevano come il giudice Corrado Carnevale facevano carriera e che se erano efficienti contro la mafia le succedeva come al giudice Falcone, Borsellino, Palermo, … e tanti altri … la cultura mafiosa ha creato radici di grandi diritti dei criminali e pochi delle sue vittime.

Il criminale che poche ore dopo uscire da galera tortura a morte la volontaria è l’esempio della stupidità della vecchia giustizia. Un’opinione pubblica che se ha sensibilizzato mille volte di più della dite “torture” della soldatessa americana e che in realtà non sono passati d’umiliazioni psicologiche è l’esempio di una “civiltà mafiosa anti-americana” che vede con lenti d’ingrandimento la “tortura” in Iraq e con lenti di diminuzione la tortura fino alla morte del criminale contro la volontaria a Napoli.

Da http://www.panorama.it :

   I napoletani sono ovviamente in stragrande maggioranza persone perbene, ma forse non sufficientemente incisivi nel prendere le distanze dalla criminalità organizzata, oppure troppo passivi nell'averci fatto l'abitudine > Forum: dite la vostra.

La polemica tra il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e i vertici politici della città e della Regione Campania mascherano questo, l'impossibilità di dire, senza prendersi accuse di razzismo, una elementare verità: ampie fette di territorio campano sono fuori controllo perché ampie fette di popolazione locale con la malavita (organizzata e non) convivono o addirittura vivono. …Secondigliano del rione dei Fiori, conosciuto come "Terzo mondo", i carabinieri avevano messo a segno un colpo di straordinaria importanza: la cattura di Cosimo Di Lauro, figlio del boss Paolo, detto Ciruzzo 'o milionario, considerato ormai il vero leader dell'organizzazione che si contrappone ai cosiddetti scissionisti.
È anche indicato come il regista della "mattanza", il mandante di almeno 46 omicidi nella zona contro i clan rivali.
… La cattura del boss è stata salutata dall'esultanza degli scissionisti, che nella roccaforte di Casavatore hanno festeggiato con fuochi di artificio nel cuore della notte, e dalla violenta protesta delle donne del rione, che si sono scagliate in 400 contro i carabinieri, vandalizzando diverse auto, alcune delle quali sono state sistematicamente e rapidamente devastate sotto l'occhio delle telecamere.
Il ministro dell'Interno, Pisani, ha sottolineato che «lo Stato c'è, sono le istituzioni locali a dover fare la loro parte».
Gli amministratori campani, di sinistra, dal governatore Antonio Bassolino al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, hanno invece evidenziato le lacune e i ritardi dell'amministrazione centrale.
Infine la sinistra alternativa, Verdi, Rifondazione, no global, mette l'indice sul «disagio» di cui soffrirebbero le aree urbane degradate della sterminata periferia napoletana.
Un copione già visto e sentito: in fondo l'unica che non si pronuncia e non polemizza è proprio la camorra, che ha altri metodi per farsi sentire.
Napoli, orgogliosa delle sue tradizioni, del suo passato e delle sue bellezze, negli ultimi anni ha organizzato convegni su convegni dedicati al sottosviluppo al Sud, in genere reclamando soldi dallo Stato.
Si è anche mobilitata intorno alla squadra di calcio, retrocessa in serie C dopo i fasti (lontani) di Maradona. (1) Napoletani e campani non hanno esitato a bloccare strade e ferrovie per protestare contro l'installazione di inceneritori, contro i treni troppo lenti, contro lo spostamento al Nord di insediamenti industriali. (2)
Non altrettanta reattività è stata mostrata contro la camorra. Un quartiere, seppure in mano alla delinquenza, che consente a 400 donne di scendere in piazza per demolire le auto dei carabinieri, lascia pensare. Una scena del genere potrebbe avvenire nei suburbi di Milano, Roma, o di Palermo?

Piuttosto, qualcosa di simile lo vediamo nei territori palestinesi e a Baghdad.
Ma a Napoli lo Stato non può inviare carri armati ed elicotteri d'attacco: deve reprimere e prevenire, in un contesto però sconcertante. Le imprese fuggono perché in un ambiente del genere è difficile operare.
I fondi pubblici, a pioggia o meno, non giungono a destinazione perché si perdono nei mille rivoli e in parte finiscono alla malavita.

La politica ha ovviamente le sue responsabilità, amministrare Napoli o candidarsi in Campania non è uno scherzo. È di oggi la notizia che Antonio D'Amato, ex presidente della Confindustria, ha rinunciato alla candidatura per la regione offertagli da Silvio Berlusconi: lo ha fatto per non lasciare l'azienda, non per il timore di misurarsi con la camorra.
Ma anche in quella rinuncia, nella difficoltà degli esponenti della società civile e del mondo produttivo a dedicarsi alla vita pubblica, c'è il senso di una sconfitta.
A Napoli delegare il governo di un'azienda, magari a un manager di fuori, è indubbiamente più difficile che altrove. E non è questione di colore politico.
Su tutto questo i partiti imbastiscono le loro speculazioni.
Ma il milione di napoletani nulla ha da dire, a parte osservare rassegnati o voltare la testa dall'altra parte? Per esempio, non potrebbe la guerra alla criminalità essere il primo terreno sul quale giudicare i loro politici e chiedere conto alla scadenza del mandato?

 

Gli stipendi del clan:

Non è una società quotata in borsa ma è un colosso finanziario che dà occupazione a migliaia di persone. È la Camorra spa. Ragione sociale: droga, riciclaggio, marchi contraffatti, estorsioni, usura. Fatturato presunto: 16 mila 459 milioni di euro, secondo l'Eurispes. Da un'indagine di Panorama, però, emerge che gli affari sono molto più redditizi.
Secondigliano e Scampia sono forse le piazze migliori per la droga a Napoli. Il clan Di Lauro, che acquista cocaina dal Sud America, … sarebbero almeno 4 mila i dipendenti della holding del malaffare, legati ai 118 clan censiti ufficialmente dal Sisde. Pregiudicati ma anche un esercito di giovani incensurati disoccupati, arruolati o arruolabili dai clan. Nella struttura ci sono i corrieri che portano la roba, gli spacciatori, i loro coordinatori, quelli che tagliano e che confezionano le dosi, gli sparatori, le sentinelle, i killer.

Luigi Aliberti, arrestato nel 2002 con una ordinanza contro il clan Di Lauro (e poi prosciolto), i finanzieri cercarono di sequestrare un lussuoso appartamento, una Mercedes nuova di zecca e un motoscafo, ma non arrivarono in tempo perché il 29 settembre fu ucciso a Scampia, vittima della faida interna al clan... «era un generoso: al barista lasciava mance di 100 euro per un caffè».
… Secondigliano e Scampia per il boss può valere 500 mila euro al giorno, 15 milioni in un solo mese. Cifre da multinazionale del crimine che spiegano perché, in nome di questo business, il re latitante dei narcos, Paolo Di Lauro, sia disposto a tutto pur di difendere gli introiti milionari della cosca.

Altre voci del bilancio in attivo: usura ed estorsioni (4 miliardi di euro l'anno), traffico d'armi (824 milioni), prostituzione (587 milioni) e soprattutto marchi contraffatti e riciclaggio: poche settimane fa gli uomini dello Sco (Servizio centrale operativo) sequestrarono beni ai Licciardi e ai Contini per 300 milioni di euro e scoprirono una capillare rete di attività commerciali all'estero riferibile ai due clan di camorra. L'espansione del gruppo Licciardi era iniziata con la caduta del Muro di Berlino: da Romania e Germania dell'Est fino a Francia, Svizzera, Austria, Spagna, Gran Bretagna, Grecia, Stati Uniti, Canada e Australia.
… Un impero finanziario sotto il controllo di un «direttorio» criminale.

De Lucia è il padre di Ugo e lo zio di Luigi, elementi di spicco del clan, arrestati martedì nell'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato complessivamente al fermo di 52 persone. 
Lucio De Lucia, di 49 anni, boss latitante del clan Di Lauro, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli a Melito, un comune confinante con il quartiere Secondigliano.
L'uomo - che svolgeva in particolare la sua attività nel rione Perrone - è stato sorpreso dai militari della compagnia di Giugliano in Campania, insieme con la convivente, nell'abitazione di una donna di 34 anni, che lo nascondeva da tempo.
Gennaro Marino, insieme con Vincenzo Pariante ed Arcangelo Abete (anch'egli arrestato, insieme con Marino, nel corso del blitz della polizia del 25 novembre scorso), è considerato uno dei fondatori del clan degli 'scissionisti', definiti anche "Spagnoli" per la fuga in Spagna di Raffaele Amato, ex luogotenente di Paolo di Lauro, ritenuto il capo del gruppo.

Gli zombie annientati dalla droga, la guerra per il controllo dello spaccio, e poi i dispetti dei clan, la criminalità che semina odio e violenza. Eppure, uscire dal tunnel è possibile. Come insegnano parroci, insegnanti e studenti che Panorama ha incontrato. E che vogliono battersi per un futuro migliore

.E racconta che Scampia ha la più alta concentrazione di giovani d'Italia. «Conosco madri con 18 figli. Ma qui non ci può essere rispetto per il lavoro. Se sei panettiere hai 25 euro alla settimana. Se spacci, 100 euro al giorno. Centinaia di ragazzini disertano le scuole. Facevo un doposcuola coi volontari quando la figlia quindicenne del boss è rimasta incinta. Ci hanno cacciato dal posto». Neanche il parroco si arrende: «Scampia ha 44 mila abitanti, come Siena. Aspetto che l'università promessa arrivi, che il grande centro Piazza Telematica, già pronto, apra i battenti. La cultura allontana il crimine».

Pires Portugal, (ex-Neo-Machiavelli,  Chi sono… )

(1)    Maradona ha pagato le tasse?

(2)   Elite politiche hanno cercato di sistemare scorie nucleare nei locali considerati più sicuri dei specialisti. Masse popolare con appoggio di certe informazione hanno impedito. Andranno legalmente a peso d’oro per Regno Unito o Germania? O la mafia se occuperà di sistemarle illegalmente in Italia, Albania o Somalia?Fine moduloFine modulo

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